Uno dei territori più belli e noti di tutta la Toscana, un panorama meraviglioso e suggestivo come pochi: colline verdeggianti disegnate da chilometri di vigneti e oliveti, segnate da strade sinuose e punteggiate da borghi arroccati che si aprono, stretti, tra possenti mura medievali.

E’ questa la zona che gli anglofoni hanno definito Chiantishire”, ovvero la “terra del Chianti”, in quanto il famoso vino dal colore rubino e dal retrogusto di mammola ne è divenuto il simbolo indiscusso.

Storicamente il Chianti era un’area ristretta, che tra Firenze e Siena coinvolgeva i comuni di Radda, Panzano, Castellina e Gaiole in Chianti; ma al nucleo originario si sono poi aggiunti anche i territori dei comuni di Castelnuovo Berardenga e Poggibonsi, in provincia di Siena, oltre che, sul versante fiorentino, San Casciano in Val di Pesa, Tavernelle in Val di Pesa, Greve in Chianti e parte del comune di Barberino Val d’Elsa, a delineare l’ampia zona di produzione del buon nettare toscano, inconfondibilmente riconoscibile dall’etichetta del Gallo Nero.

Una zona vasta ma raccolta, dunque, e ricchissima da un punto di vista naturalistico, storico artistico, oltre che, naturalmente, enogastronomico; una zona che offre moltissime cose da fare e da vedere, e che merita sicuramente una visita almeno una volta nella vita… anche se si hanno pochi giorni a disposizione! Con la giusta organizzazione e il giusto itinerario basterà infatti un weekend per assaporare, almeno in parte, lo spirito e la bellezza di questa terra, scoprire i suoi tesori e i suoi sapori, facendo tappa tra paesi medievali, castelli e pievi, e degustando la bontà del suo vino e dei prodotti tipici locali.

Uno dei modi migliori per avventurarsi in questo territorio è senza dubbio quello di percorrere la SS222 (anche detta Chiantigiana) che, strada tra le più belle d’Italia, partendo da Firenze attraversa tutta l’area del Chianti Classico passando per Greve, Panzano, Castellina, Radda e Gaiole, per giungere infine a Siena. Sessantanove chilometri di indimenticabili panorami, da attraversare in auto o in moto, in un percorso che diviene esso stesso parte integrante del viaggio, mentre ci si incammina verso incantevoli mete.

Il primo centro da visitare lungo la strada è, necessariamente, GREVE IN CHIANTI, considerabile come la stessa porta d’ingresso di tutta l’area del Chianti. Una terra feconda, già abitata dagli Etruschi e patria natia del grande navigatore Giovanni da Verrazzano, così come indica anche la grande statua posta nella piazza principale. E proprio Piazza Matteotti è l’attrattiva principale della vivace cittadina, con la sua strana forma quasi triangolare, costeggiata su tre lati da ampi portici. Una piazza anche detta “Mercatale” perchè, sin dal Medioevo, al centro di un’area densamente popolata e già costellata di pievi, chiese feudali, castelli e borghi fungeva da mercato per tutte le zone circostanti. Su di essa affacciano anche il Palazzo Comunale, edificio ottocentesco sorto sui resti del vecchio palazzo pretorio tardoquattrocentesco, e, sul lato più corto, la Chiesa di Santa Croce, edificata sul luogo dove un tempo si trovava una piccola cappella medievale, demolita all’inizio del secolo scorso per far posto alla nuova costruzione dalle forme neorinascimentali, custode ancor oggi di importanti opere d’arte sacra (come un famoso Trittico con Madonna e Santi di Bicci di Lorenzo).

Piccolo ma di pregio, merita una visita anche il Museo di Arte Sacra di San Francesco, che con le sue collezioni celebra l’identità storica e culturale del Chianti fiorentino, mentre l’ annesso centro di documentazione informa i visitatori sulle principali opere conservate nelle chiese e nelle pievi del territorio.

Per gli amanti del vino merita sicuramente visitare anche il recente Museo del Vino, che offre oltre cento tipi di vino differenti; anche se non mancherà l’occasione di degustare, sotto gli stessi  portici della piazza principale del paese, i prodotti tradizionali chiantigiani, grazie alla vasta scelta di negozi di artigiani, enoteche e ristoranti tipici che non offrono che l’imbarazzo della scelta.

Nel lasciare Greve merita fare una piccola deviazione dalla Chiantigiana per ammirare, anche, l’antico Castello di Montefioralle, ritenuto uno dei piú antichi villaggi del Chianti e fatto risalire ai tempi etrusco-romani. L’aspetto attuale è quello cinquecentesco, quando dopo l’assedio di Firenze da parte delle truppe di Carlo V parte del perimetro venne distrutto e alle mura vennero ad addossarsi le case inglobando parte dei resti delle torri devastate. Nel piccolo borgo è da cercare la casa dei Vespucci, famiglia di provenienza dell’altro noto navigatore di origini chiantigiane, Amerigo Vespucci, e da visitare senza dubbio anche la chiesa di Santo Stefano oltre che, fuori dalle mura, la Pieve di San Cresci, una delle piú antiche chiese di tutto il Chianti.

Tornando sulla statale, il successivo centro che si incontra e da visitare è quello di PANZANO IN CHIANTI, antico e popoloso borgo di origine romano-barbarica che domina con il suo alto poggio tutto il circostante, offrendo una vista panoramica davvero mozzafiato.

Nonostante gli assalti e le devastazioni subite nel corso dei secoli, la struttura del castello conserva ancora molte delle caratteristiche che lo resero un’importante fortezza durante la guerre tra Firenze e Siena, nella seconda metà del ‘200. E secondo le fonti la sua proprietà sarebbe da attribuire alla signoria dei Ricasoli Firidoli, ovvero la stessa che, già in precedenza, possedeva i castelli di Montegrossi e di Brolio, e alla cui famiglia apparteneva proprio il Barone Bettino Ricasoli alle cui ricerche in campo enologico si deve, storicamente, l’originale formula dello stesso Chianti.

Continuando lungo la Chiantigiana si arriva a CASTELLINA IN CHIANTI, zona di delimitazione tra il Chianti fiorentino e quello senese, affacciata sulla Valdelsa e caratterizzata da paesaggi ampi e dolci. Un centro di origine etrusche che ebbe un ruolo importante nelle lotte tra Siena e Firenze, testimoniato anche dalla sua maestosa Rocca e dalle possenti mura che lo circondano.

Oltre alle tombe etrusche e al Museo Archeologico del Chianti Senese, ricco di interessanti reperti e decisamente da vedere qualora si abbia un po’ di tempo a disposizione, assolutamente da non perdere, passeggiando, è invece il panorama incredibile del quale si può godere dalla torre del Palazzo Comunale, come pure dal camminamento di Via delle Volte, ricco di scorci davvero suggestivi.

A Castellina potrete ovviamente degustare i vini in una delle tante enoteche presenti nel borgo, ma se siete palati fini e non volete perdervi proprio niente vi consigliamo, anche, di accompagnare un calice con del buon cibo, e magari assaporare l’arte norcina del Chianti che produce salumi dal gusto davvero indimenticabile.

Lasciando Castellina e la Chiantigiana, imboccando la statale SR429 si potrà raggiungere anche RADDA IN CHIANTI, l’antica capitale della Lega del Chianti che, ancora oggi, tenendo le fila di una tradizione vinicola fra le più importanti del mondo, continua a manifestare la sua storica importanza nel Chianti senese.

A differenza di Castellina, a connotarla un paesaggio più stretto, circondato di colline, dove il sole fatica a giungere a terra, e arrivando si nota subito il suo immutato aspetto di cittadina medievale, cinta da mura e con l’estremità del suo campanile merlato che fa capolino tra le case. Addentrandosi nel paese si può passeggiare in un un labirinto di viuzze concentriche, magari assaporando l’ottimo vino locale, per arrivare al centro del borgo dove, a dominare, sono il Palazzo del Podestà e la romanica chiesa di San Niccolò.

Non lontano da Radda, a metà strada tra il Chianti e il Valdarno, il paese medievale di GAIOLE IN CHIANTI, oggi importante meta turistica grazie ai numerosi agriturismi, enoteche e fattorie che offrono i propri prodotti e la propria ospitalità, e anche storicamente ricordato e riconosciuto per essere importante luogo di mercato per tutti i castelli circostanti e zona di commercio sulla via per Siena.

Al centro del borgo sorge la chiesa di San Bartolomeo, ma da vedere sono soprattutto i dintorni, dove il paesaggio è ricco di fattorie, pievi e castelli che meriterebbero senz’altro una visita, come la Pieve di Spaltenna e il complesso della Badia a Coltibuono costruito dai monaci vallombrosani nell’ XI secolo.

Continuando verso Siena si incontrano una serie di itinerari diretti ai luoghi più belli della zona, dove Castelli come Bolio, Meleto e Castagnoli, si fondono in un paesaggio fatto di sconfinati vigneti, boschi secolari e borghi medievali.

 Alle porte di Siena si conclude l’itinerario sulla Chiantigiana: potendo, un soggiorno nella città del Palio, alla scoperta delle sue bellezze, completerebbe decisamente in maniera degna il tour tra queste terre incredibili.

In base al tempo a disposizione, la scelta da fare sarà allora solo una:  fare rientro verso casa oppure riaccendere il motore e ripartire alla ricerca delle altre incantevoli meraviglie toscane, godendo di quel suggestivo mutare del paesaggio sotto i nostri occhi quando, dal verdeggiare collinare del Chianti si entrerà nel territorio delle Crete, avventurandosi verso altri luoghi e altre storie da lasciarsi raccontare.

 

Silvia Formenti

Vacanze Toscane – Visit and love Tuscany