Lungo il litorale che da Livorno si estende a Piombino, dove colori, arte, storia e profumi della Toscana si tuffano nel Mar Mediterraneo, esiste un angolo di paradiso dove natura selvaggia e panorami fiabeschi sono ancora gli indiscussi protagonisti.

Siamo sulla Costa degli Etruschi, cosiddetta in quanto la civiltà etrusca la abitò e ne sfruttò le enormi ricchezze agricole e minerarie, un luogo dove terra e mare si incontrano, uniti e al contempo divisi da un lembo di verdeggiante campagna, e dove in qualsiasi stagione, facendosi guidare dal solo desiderio della scoperta, non sarà difficile restare con la bocca aperta e gli occhi sgranati.

Qui, in una fascia territoriale non ancora del tutto invasa dal turismo, la natura si mostra in tutti i suoi aspetti, custodendo oasi botaniche, pinete, spiagge lunghe e profonde e un’ampia macchia mediterranea, condita dalla ricchezza culturale e storica delle sue origini etrusche, non meno che dalla bellezza medievale di molti borghi.

Se affacciati sul mare vi sono infatti i luoghi vocati alla balneazione, nella parallela fascia dell’entroterra piccoli centri adagiati su dolci colline, tra vigneti e cipressi, la fanno da padrone, attraversati dalla nota e prestigiosa via Bolgherese, anche detta “Strada del Vino”, che immersa tra ulivi e vitigni pregiati segna il territorio in cui nascono alcuni dei migliori vini del mondo, oltre che eccellenti olii e prodotti gastronomici di altissima qualità.

Un itinerario lungo tutta la Costa degli Etruschi prevederebbe almeno una settimana di tempo, per poterla svelare in tutta la sua immensa varietà. Diversamente, si potrà saltare qualche tappa, magari decidendo se orientare il proprio viaggio sulla fascia costiera oppure su quella interna, a seconda dei propri gusti ed interessi. Il nostro consiglio rimane comunque quello di alternarle, per poter scoprire entrambe le facce della medaglia di questo meraviglioso territorio.

Qualsiasi sia la scelta, il viaggio dovrebbe comunque iniziare dal capoluogo della Costa degli Etruschi, ovvero Livorno. Se è pur vero che questa città ha perso, col tempo, gran parte del proprio fascino storico, vanta però, ancora, luoghi che permettono di comprenderne la sua antica definizione di “città ideale”, e le sue fortezze, i suoi monumenti, le sue chiese e molto altro potranno riempirvi gli occhi di fascino. Non consigliamo tuttavia una sosta troppo lunga in città, in quanto il viaggio è lungo e molti saranno i luoghi da visitare prima di arrivare a Sud, al capo estremo della Costa. Pertanto, partendo da Livorno il modo migliore per gustarsi questo viaggio sarà senza dubbio quello di imboccare la vecchia statale Aurelia (“il Romito”), che oltre a condurvi verso le tappe più salienti del litorale, vi permetterà di godere di panorami davvero mozzafiato.

Costeggiando le scogliere scoscese di Livorno, potremo infatti vedere da subito, in lontananza, la Capraia, la Gorgona e le secche della Meloria (luogo noto per la sconfitta subita dai pisani contro i genovesi nel 1284, che vide protagonista il famoso Conte Ugolino), e passando per la bellissima Torre Calafuria e il rinomato Castello Sonnino, potremo giungere a Castiglioncello.

Antico villaggio etrusco, e oggi rinomatissima località balneare conosciuta a livello internazionale, essa domina da un piccolo promontorio alternando scogliere rosse che si affacciano a picco sul mare, piccole baie riparate, spiagge e calette, oltre ad una splendida pineta. Sede di un moderno porto turistico che permette di raggiungere le principali isole dell’arcipelago toscano, Castiglioncello è sempre stata meta di un turismo d’élite, e con la sua bellezza ha ispirato scrittori, poeti e soprattutto pittori, come quelli della corrente dei “Macchiaioli”. Proprio in questo luogo. infatti, artisti come Lega, Signorini, Sernesi, Fattori, Borrani e Abbate, raccolti attorno al noto critico d’arte Diego Martelli, si ritirarono a dipingere per lunghi periodi, circondati unicamente dai suoi silenzi, dai suoi colori e dalla luce, ritraendone il mare limpido, gli infuocati tramonti, le verdi colline e la campagna assolata, dando vita alla rinomata “Scuola di Castiglioncello”.

Qui si potrà passeggiare sul lungomare,  fare un salto nel passato visitando la necropoli etrusca nei pressi della stazione ferroviaria, il Museo Archeologico oppure il castello medievale Modiglio (o Castiglione Modiglio, da cui Castiglioncello prese il nome), e, nella bella stagione, godere delle acque cristalline che bagnano la cittadina, ideali per lo snorkeling, la pesca subacquea  e, quando calme, anche per il windsurf, lo sci ed altri sport acquatici, mentre la brezza del Maestrale potrà accompagnare gli appassionati della vela alla scoperta di calette e baie più nascoste.

Dirigendoci verso Sud, per gli amanti del mare consigliamo una visita a Vada e Rosignano, famose per le lunghe spiagge bianche dall’aspetto caraibico; lungo la strada si incontreranno anche la zona della Mazzanta e Marina di Cecina, quartiere del comune di Cecina situato ad ovest del centro cittadino, dove il limpido mare accarezza chilometriche spiagge orlate dal verde della macchia mediterranea, di estese pinete e della Riserva Naturale Biogenetica dei Tomboli di Cecina.

Anche la stessa Cecina, centro di insediamenti romani e etruschi, è senza dubbio un’interessante località da visitare, e se siete appassionati di antichità consigliamo una tappa al suo Museo Civico Archeologico, presso la villa La Cinquantina.

Proseguendo verso le altre perle della Costa, prima di inoltrarci nel parallelo entroterra, incontreremo la rinomatissima Marina di Bibbona che, sorta intorno al Forte settecentesco eretto a difesa della costa in tempo di incursioni di pirati, rappresenta senza dubbio una delle località balneari più apprezzate della zona. Anche qui, il litorale si caratterizza per ampie spiagge di sabbia (attrezzate come libere), punteggiate da macchia mediterranea e delineate da naturali dune, segnanti il confine tra il mare e la rigogliosa pineta che sta alle spalle.

Allontanandoci ora dalla costa, e avventurandoci nell’entroterra, attraverseremo un paesaggio intatto, dove si potrà respirare la Toscana autentica, quella delle lunghe strade, segnate da alti cipressi, che si snodano tra dolci colline, case coloniche, campi coltivati ad arte, cantine e frantoi, attorniate da vigneti e uliveti, andando alla volta di castelli e borghi antichi di notevole interesse storico-artistico.

Raggiungiamo così Bibbona, immersa tra boschi e campagne, e circondato dalla Macchia della Magona, un paradiso naturale di 1635 ettari ricco di percorsi e sentieri naturali, che lo collegano ai parchi della Val di Cornia e alle zone boscose del volterrano, ma che conducono anche alla scoperta di un’Oasi Biogenetica protetta che vi sommergerà dei profumi e dei colori della macchia, composta da pini, lecci, cipressi e orchidee mediterranee. Tutta la zona è immersa tra olivi, alberi da frutto e vitigni pregiati, e non per niente, proprio da Bibbona, passa anche la già citata e famosissima Strada del Vino, da percorrere per andare scoperta delle migliori produzioni vinicole DOC.

Consigliamo di fare visita all’antico borgo di Bibbona, visitando il suo centro storico che, compreso nel perimetro dell’antico castello, si snoda in caratteristiche stradine lastricate di pietra, ospitando edifici di notevole valore. Si potranno così ammirare il medioevale Palazzo del Comune vecchio, Palazzo Gardini, la Chiesa di Santa Maria della Pietà, quella di San Giuseppe e la Pieve di Sant’Ilario. Bibbona conserva inoltre numerose tracce delle sue antiche fortificazioni e, presso Piazza della Vittoria, nel punto più alto dell’abitato, troveremo la cosiddetta Rocca (probabilmente costruita nel Duecento come residenza familiare ma trasformata poi in torre di avvistamento).

Si potrà ora proseguire per Bolgheri, piccolo borgo in collina dal suggestivo fascino che, con le sue mura medioevali e i suoi ulivi secolari, rappresenta decisamente una tappa imperdibile.

Il paese, cui si giunge proprio al termine del famoso  Viale dei Cipressi cantato da Giosué Carducci (che qui soggiornò nel decennio dal 1838 al 1848) nella sua celebre poesia “Davanti a San Guido”, si eleva da una cinta di vegetazione mediterranea, conservando intatta la sua struttura antica e, con i suoi vicoli, le sue botteghe artigiane e le sue enoteche, anche un’atmosfera di altri tempi.

Potrete ammirare il noto castello medievale attorno al quale il paese si è sviluppato (ampiamente rimaneggiato nel corso dei secoli), che sorge su una modesta altura raggiungibile proprio attraverso il suggestivo Viale dei Cipressi; ma questa tappa consigliamo comunque di dedicarla soprattutto al gusto: qui incontrerete infatti famose cantine dove si producono alcuni dei migliori vini toscani, come Sassicaia e Ornellaia, oltre a piccole aziende dove si producono rossi di una personalità unica, freschi bianchi e passiti profumati e intensi, da provare insieme ad altri prodotti tipici del territorio come l’olio extravergine di oliva, il miele, il pane cotto a legna, i formaggi, i salumi e le conserve.

La tappa successiva è Castagneto Carducci, dove l’ Arco del Castello ci porta alla scoperta del più antico borgo di origine medievale della zona, e l’atmosfera che si respira è ancora quella di una volta, fatta di strette vie, piccole piazzette e botteghe artigiane nelle quali è possibile scoprire le tipicità locali.

Qui la bellezza della campagna appare in tutta la sua interezza, per la regolarità dei vigneti bordati da pini marittimi e cipressi. Il borgo la domina dalla sommità di una collina, con il suo Castello dei Conti della Gherardesca rappresentante il fulcro più antico della cittadina, insieme alla Chiesa di San Lorenzo; cittadina che prese il nome proprio dal già citato Giosuè Carducci che in questo luogo soggiornò in età giovanile e ne rimase legato tutta la vita, così come il luogo rimase legato a lui, custodendone oggi la Casa Museo e un Parco Letterario dedicategli. Prima di ripartire, raggiungete la centrale Piazza del Popolo e affacciatevi sulla Terrazza Belvedere: vi aspetta un panorama da togliere il fiato!

Proseguendo nell’entroterra, e superando gli splendidi borghi medioevali di Sassetta e Suvereto, incastonati sulle pendici di colline che dominano il mare nella verde vallata attraversata dal fiume Cornia, arriveremo a Campiglia Marittima, uno dei borghi storici più belli di tutta la Costa degli Etruschi.

Terra dalle tradizioni antichissime nel cuore della Val di Cornia, qui sono presenti numerose testimonianze di epoca etrusca, romana e medioevale, mentre i Forni fusori di Val Fucinaia (risalenti al VII-VIII sec. a.C.) e il Parco Archeominerario di San Silvestro, splendido museo a cielo aperto, raccontano l’affascinante storia della lavorazione dei metalli che ha interessato la zona sin da tempi lontanissimi.

Per chi abbia tempo e voglia di un po’ di relax, da Campiglia Marittima si potrà facilmente raggiungere Venturina, sede di famosissime terme che, già conosciute in epoca etrusco-romana per le sue acque solfato-calciche-magnesiache-bicarbonate, ancora oggi sono fonte di immenso benessere psico-fisico; nel caso preferiate invece prendervi un giorno di relax su qualche bella spiaggia, raggiungete il famosissimo centro di San Vincenzo, la cui spiaggia lunga ben tre chilometri e dominata da una torre trecentesca, vanta la nomea di essere una delle migliori di tutta la Costa. Diversamente, raggiungete direttamente il Golfo di Baratti, dove proponiamo di fare la prossima tappa, dirigendoci verso il Promontorio di Piombino, nostra meta finale.

Questo golfo regala senza dubbio lo scenario più bello di tutta questa zona costiera, immerso nel verde tra pascoli e pinete, circondato da rovine etrusche e punto di unione tra cielo, mare e terra.

Qui ha sede il noto Parco Archeologico di Baratti e Populonia, che si estende per circa ottanta ettari in sentieri organizzati che consentono di assaporare l’unione tra il fascino storico-archeologico e quello di una natura incontaminata. Vi si potranno ammirare i resti di edifici industriali di epoca etrusca, mentre una passeggiata sulla spiaggia mostrerà quelli di un’antica forgia. Anche nella Necropoli di San Cerbone, l’unica ad esser stata costruita sul mare, si potranno osservare le rovine di antichi edifici adibiti alla lavorazione dei metalli.

Sul golfo si affaccia la fortezza di Populonia, l’unica metropoli etrusca avente uno sbocco sul mare, e chi volesse riscoprire il passato etrusco di questi luoghi non può non visitarla. Qui dove un tempo si trovavano le antiche miniere del ferro, oggi si potrà fare un salto nel tempo facendo visita alle note Tombe dei Colatoi e dei Flabelli, e naturalmente al bellissimo Museo Etrusc; ma si potrà anche godere dello spirito medievale di questo borgo, stretto tra le mura costruite in difesa dei pirati e dominato da una Rocca, con le sue stradine lastricate e le piccole botteghe del centro.

Abbiamo finalmente raggiunto Piombino, una città così pregna di storia da apparire senza tempo. Dapprima patria etrusca, antico porto di Falesia, poi Signoria e Principato con gli Appiani, governata agli inizi dell’ ‘800 dalla sorella di Napoleone, Elisa Bonaparte: Piombino affascina per la sua mescolanza di epoche. Trasudano storia il suo Torrione, il Rivellino, le note Fonti di Marina dove le navi si approvvigionavano, la trecentesca Casa delle Bifore, le sue molte chiese; ma anche l’ottocentesco Palazzo Nuovo (che sorge dentro la cittadella fortificata che fu progettata con il contributo di Leonardo da Vinci), e soprattutto lo straordinario Museo Archeologico del Territorio di Populonia, principale polo espositivo del sistema dei Parchi della Val di Cornia che conserva oltre duemila reperti di epoca preistorica, etrusca e romana. E poi, ancora, i suoi vicoli lastricati, che conducono al Castello, oggi sede del Museo della Città.

Affacciandosi da Piazza Bovio, possiamo allora volgere lo sguardo all’orizzonte e abbracciare tutto l’arcipelago toscano, ma anche tutta la Costa. Quella costa dalle molte “anime” che durante il nostro viaggio abbiamo scoperto: ne rivediamo l’anima “marinara” nelle tonalità che variano dal blu intenso al verde smeraldo delle sue acque cristalline; l‘anima di una natura varia, ricca e incontaminata ma oculatamente fruibile; quella pigra della campagna profumata color giallo-arancio, attraversata da quella strada che è madre di olivi e vigne nobili. E non in un ultimo, appunto, ne percepiamo quell’anima “del gusto”, che ha accarezzato i nostri palati con i sapori autentici del buon vino e della buon cucina, una cucina che, peraltro, riflette perfettamente la duplice faccia di questi luoghi, e il duplice abbraccio che li avvolge, quello della terra e delle acque salmastre, che sono abbracci secolari e instancabili, generatori di tradizioni forti e tenaci delle quali ripartiamo arricchiti.

 

Silvia Formenti

Vacanze Toscane – Visit and love Tuscany